Tre tipologie di posizionamento di un prodotto oltre il suo ciclo di vita

Il concetto tradizionale di ciclo di vita del prodotto suggerisce spesso ai marketer una visione rigida, come se i prodotti di successo seguissero una traiettoria unica e inevitabile, avanzando lungo una curva di vendite che procede secondo uno schema fisso. Questa prospettiva, applicata a prescindere dal settore, dal prodotto o dal mercato, rischia di spingere le aziende a scegliere strategie di posizionamento troppo simili per ciascuna delle fasi del ciclo di vita.

Il ciclo vita di un prodotto, ricordiamo, è il seguente:

  1. Introduzione: il prodotto è nuovo e viene immesso nel mercato
  2. Sviluppo (o crescita): il prodotto acquista quota di mercato, viene acquistato da sempre più gente
  3. Maturazione: il prodotto è adottato quasi da tutti, subentrano anche molti concorrenti che ne creano uno simile, migliore o più economico
  4. Declino: il prodotto ha saturato il mercato, chi doveva comprarlo lo ha comprato e ha fatto il suo ciclo

ciclo di vita di un prodotto nel marketing

L’approccio al ciclo di vita di un prodotto può essere però limitante

Secondo Youngme Moon, docente di economia aziendale presso la Harvard Business School, questo approccio tradizionale può essere limitante. Moon sottolinea che molte aziende cadono in una sorta di “riflesso competitivo condizionato”, ovvero una reazione automatica che porta ad aggiungere continuamente nuove funzionalità o attributi ai prodotti. Questa tendenza a “stratificare” innovazioni porta a una corsa incessante per distinguersi e innovare, che però spesso non aggiunge reale valore.

Quando un prodotto si trova verso la fase finale di maturazione e arriva il suo declino, spesso si tende ad aggiungere in spasmodicamente nuove funzionalità, ma è l’approccio corretto?

Prendiamo come esempio un prodotto comune come il dentifricio. Nella sua fase iniziale, il semplice messaggio “combatte la placca” era sufficiente a differenziarlo. Oggi, però, i consumatori si trovano di fronte a una varietà così ampia di dentifrici che promettono non solo di combattere la placca, ma anche di sbiancare i denti, rinfrescare l’alito, e risolvere una serie infinita di altri problemi. Questa iper-segmentazione, secondo Moon, è un risultato del ciclo di vita visto in modo troppo rigido.

Le strategie vincenti non seguono un percorso lineare, bensì di rottura degli schemi

Studiando le aziende di maggior successo e intervistando esperti di marketing, Moon ha scoperto che le strategie vincenti non seguono questo percorso lineare. Al contrario, tali aziende riescono a posizionare o riposizionare i loro prodotti in modi così innovativi e inaspettati da cambiarne radicalmente la percezione nelle menti dei consumatori. Grazie a questa capacità di sorprendere il mercato, riescono non solo a superare la fase di stagnazione tipica della maturità di un prodotto, ma anche a riportarlo in una fase di crescita. Allo stesso tempo, queste strategie permettono loro di accelerare l’adozione di nuovi prodotti, superando rapidamente gli ostacoli che solitamente ne rallentano l’affermazione sul mercato.

Moon ci invita a ripensare il concetto tradizionale di ciclo di vita, incoraggiando le aziende a esplorare nuove vie di posizionamento per evitare di cadere nella trappola dell’omologazione e dell’innovazione forzata.

1. Il posizionamento breakaway

Il posizionamento di prodotto “breakaway” si riferisce a una strategia di marketing in cui un’azienda cerca di differenziare radicalmente un nuovo prodotto o servizio dal resto del mercato, creando una rottura (o “fuga”) rispetto ai competitor. In altre parole, l’obiettivo è far percepire il prodotto come unico, innovativo e diverso, spesso rivolgendosi a nuove esigenze dei consumatori o creando una categoria completamente nuova.

Esempio di posizionamento “breakaway”

  1. Apple con l’iPhone: Prima dell’iPhone, i cellulari erano principalmente dispositivi per telefonare e inviare SMS, con una tastiera fisica. Apple ha “rotto” con questa convenzione introducendo uno smartphone con uno schermo completamente touchscreen e con un’interfaccia utente radicalmente diversa, includendo un ecosistema di applicazioni e funzionalità che lo posizionava lontano dagli altri telefoni sul mercato.
  2. Tesla con le auto elettriche: Tesla ha adottato una strategia di posizionamento breakaway con le sue auto elettriche. Prima di Tesla, i veicoli elettrici erano considerati lenti, poco pratici e con una bassa autonomia. Tesla ha ribaltato questa percezione offrendo auto elettriche ad alte prestazioni, con grande autonomia e tecnologia avanzata, posizionandosi come leader nel settore.

Caratteristiche del posizionamento “breakaway”

  • Innovazione radicale: Il prodotto introduce cambiamenti significativi rispetto alle alternative esistenti.
  • Creazione di una nuova categoria: Spesso, un prodotto “breakaway” non si limita a competere in una categoria esistente, ma crea una nuova categoria.
  • Percezione del consumatore: Il posizionamento punta a cambiare la percezione del consumatore, che vede il prodotto come unico e superiore.

In sintesi, il posizionamento di prodotto “breakaway” è una strategia che mira a far emergere il prodotto come una rottura con le soluzioni esistenti, portando un’innovazione dirompente che lo fa distinguere nettamente rispetto alla concorrenza.

 

2. Il posizionamento reverse

Il posizionamento reverse (o posizionamento inverso) è una strategia di marketing in cui un’azienda decide di offrire meno di ciò che i concorrenti propongono, eliminando alcune caratteristiche ritenute standard o superflue in un prodotto o servizio, ma aggiungendo al contempo funzionalità che rendono l’offerta unica e distintiva. L’obiettivo è sfidare le aspettative del mercato e dei consumatori, spesso concentrandosi su ciò che è veramente importante o innovativo per loro.

Caratteristiche del posizionamento reverse

  1. Riduzione degli standard: L’azienda rimuove alcune caratteristiche o funzionalità che la concorrenza considera essenziali.
  2. Focus su elementi chiave: Viene data maggiore enfasi a pochi aspetti importanti o innovativi che rendono il prodotto unico.
  3. Sorprendere i consumatori: Si punta a stupire i consumatori con un prodotto che, pur offrendo meno rispetto agli standard, risponde meglio ai loro bisogni fondamentali o li soddisfa in modo diverso.

Esempi di posizionamento reverse

  1. IKEA: IKEA è un classico esempio di posizionamento reverse. Mentre la maggior parte dei rivenditori di mobili offriva servizi di assemblaggio e consegna completi, IKEA ha rimosso questi servizi standard per mantenere i prezzi bassi. Tuttavia, ha aggiunto un’esperienza unica, permettendo ai clienti di acquistare mobili smontati, portarseli a casa e assemblarli da soli, trasformando un apparente svantaggio (l’assenza di servizi) in un vantaggio economico per i consumatori.
  2. Southwest Airlines: Contrariamente a molte altre compagnie aeree che cercano di offrire una vasta gamma di servizi (posti riservati, pasti a bordo, varie classi di volo), Southwest Airlines ha eliminato molti di questi extra per concentrarsi sul mantenimento di prezzi bassi e voli frequenti. Non offre posti riservati o pasti completi, ma ha aggiunto caratteristiche come un servizio clienti cordiale e un’operatività semplice, rendendo i voli accessibili e piacevoli. Anche Ryan Air ha ridotto al minimo i propri servizi, offrendo voli economici con un servizio ridotto all’osso.

Quando usare il posizionamento reverse

  • Mercati saturi: Quando un settore è pieno di prodotti simili, il posizionamento reverse permette di distinguersi riducendo le caratteristiche superflue.
  • Target specifici: Può funzionare bene se si conoscono i bisogni principali di un gruppo di consumatori che preferiscono una soluzione semplificata o focalizzata.
  • Riduzione dei costi: Permette di ridurre i costi offrendo solo ciò che è davvero necessario e migliorando l’efficienza operativa.

In sintesi, il posizionamento reverse è una strategia controcorrente che mira a creare una distinzione eliminando funzionalità non essenziali e concentrandosi su ciò che rende il prodotto veramente interessante per i consumatori.

 

3. Il posizionamento stealth

Il posizionamento stealth è una strategia di marketing in cui un’azienda introduce un nuovo prodotto o servizio senza fare molta pubblicità o attirare troppa attenzione iniziale. In altre parole, il prodotto viene lanciato in modo “nascosto” (stealth) rispetto alle strategie di marketing tradizionali che spesso coinvolgono campagne pubblicitarie ampie e aggressive. Questo approccio è spesso utilizzato quando l’azienda vuole testare il mercato, evitare reazioni negative o evitare che i competitor prendano contromisure immediate.

Le aziende che adottano posizionamenti stealth prediligono invece un approccio “sotto copertura”: nascondono volutamente la vera natura dei propri prodotti per associarli ad un’altra categoria merceologica.

Caratteristiche del posizionamento stealth

  1. Lancio discreto: Il prodotto viene introdotto con poca o nessuna promozione iniziale.
  2. Feedback del mercato: Consente all’azienda di raccogliere feedback dai primi utenti o early adopters senza esporre il prodotto al giudizio del grande pubblico.
  3. Prevenzione della concorrenza: Evita che i competitor abbiano tempo per reagire rapidamente con prodotti simili.
  4. Test dell’accettazione: Utile per prodotti che potrebbero essere percepiti come rischiosi o innovativi, o per quelli che necessitano di verificare la risposta dei consumatori prima di un lancio su larga scala.

Il caso del posizionamento stealth del Mac Mini

Il Mac mini è un esempio classico di posizionamento stealth adottato da Apple. Quando fu lanciato per la prima volta nel 2005, Apple non lo promosse con le sue classiche campagne pubblicitarie di grande impatto, ma piuttosto lo presentò in modo sobrio e sottile, lasciando che il prodotto si posizionasse naturalmente sul mercato.

Come Apple ha utilizzato il posizionamento stealth per il Mac mini

  • Ingresso nel mercato entry-level: Il Mac mini è stato lanciato come il computer più economico di Apple, un modo per attirare nuovi clienti, soprattutto quelli che non avevano mai utilizzato un Mac prima. Ma invece di puntare a una campagna massiccia, Apple ha introdotto il prodotto con poche fanfare, evitando di attirare troppo l’attenzione dei suoi concorrenti o di sottolineare troppo il cambiamento nel target di mercato.
  • Focus sul pubblico di nicchia: Il Mac mini si rivolse a utenti specifici, come quelli che già possedevano un monitor, una tastiera e un mouse, ma volevano esplorare l’ecosistema Apple senza dover acquistare un iMac o un MacBook più costosi. Questa strategia mirava a evitare che Apple alterasse radicalmente la percezione premium del marchio, pur entrando nel segmento dei computer più accessibili.
  • Evitare l’erosione del marchio premium: Con un posizionamento stealth, Apple è riuscita a evitare la percezione di una “diminuzione” del valore percepito dei propri prodotti di fascia alta. Non ha cercato di spingere il Mac mini come il futuro del computing, ma lo ha proposto come una soluzione semplice e pratica per utenti specifici.

Perché il posizionamento stealth è stato importante nel caso del Mac mini?

Apple aveva bisogno di entrare nel mercato dei computer economici senza alterare la sua immagine di marca premium. Un lancio discreto ha consentito di:

  • Testare il gradimento del Mac mini senza compromettere l’immagine del brand.
  • Evitare un grande clamore che potesse far sembrare l’azienda in difficoltà nel vendere i suoi prodotti di fascia alta.
  • Raccogliere feedback dal pubblico e migliorare il prodotto gradualmente.

Il posizionamento stealth, come quello adottato da Apple con il Mac mini, è un modo per introdurre un prodotto in modo sottile, consentendo di raccogliere feedback e verificare la reazione del mercato senza un’esposizione immediata di massa. Questa strategia può essere particolarmente utile per le aziende che vogliono proteggere la loro immagine o evitare risposte immediate da parte della concorrenza.

Conclusioni sulle tre strategie di posizionamento

Un prodotto non dev’essere necessariamente nuovo o maturo per beneficiare di un posizionamento innovativo. Si possono sempre spezzare le regole del ciclo di vita del prodotto semplicemente andando a sfidare le nozioni che i consumatori ne hanno sulla sua identità e natura.