Come farti trovare in prima pagina su Google aumentando le visite al tuo sito

In questo momento il tuo sito non è visibile come vorresti che fosse, quindi stai già perdendo clienti.

 

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26 punti per migliorare la SEO E FARTI TROVARE IN PRIMA PAGINA

PARTE 1: CHECKLIST TECNICA DELLA SEO

1. Installa Google Analytics. Essenziale per misurare il traffico, le parole chiave e conversioni.
Utilizza Ahrefs per misurare le parole chiave e fare link building.  Ahrefs è a pagamento dopo una settimana di prova gratuita, in alternativa puoi usare: OpensiteExplorer, MajesticSEO, Semrush).
Analisi veloce per iniziare: nella search bar di Google inserisci il tuo indirizzo “miosito.com” e vedrai quali pagine Google ha indicizzato.

 

2. Usi WordPress? Usa Yoast SEO. Scaricando il plugin Yoast SEO e installandolo nel tuo sito, ti renderai la vita almeno 10 volte più semplice.
Si tratta di un plugin formidabile del quale tutti ne parlano. Ti aiuta ad inserire il titolo e la meta description che verranno visualizzati nella pagina di ricerca di Google, inoltre controlla leggibilità e qualità del posizionamento della parola chiave che hai scelto per ogni pagina.
Naturalmente non basta solo installare il plugin, bisogna anche saperlo utilizzare e una strategia a monte.

 

3. Verifica il tuo sito nella Google Search Console. Questo strumento gratuito ti permetterà di controllare come i motori di ricerca vedono il tuo sito e ti informeranno sullo status, ricerche, errori del crawl e penalizzazioni.

 

4. Migliora la performance del sito e la sua velocità. Analizza la velocità del tuo sito con Google PageSpeed Insights. Munta ad ottenere almeno 80 come risultato. Su WordPress puoi migliorarne le performance con plugin come Better Delete Revision, WP Smush e W3 Total Cache (in alternativa: WP Super Cache).
Utilizza un hosting veloce. Può davvero fare la differenza.

 

5. Fai dei test di usabilità per i dispositivi mobili con Google Mobile-Friendly Test. Gli accessi da dispositivi mobili ormai (varia da sito a sito e dell’utilizzo che se ne fa) sono maggiori di quelli effettuati da desktop. L’algoritmo di Google predilige i siti facilmente fruibili da tutti i dispositivi.

 

PARTE 2: PROCESSO DI RICERCA DELLE PAROLE CHIAVE

6. Crea la tua Buyer Persona. Entrare nella mente del tuo consumatore è il primo passo per una ricerca di parole chiave. Ricorda: i consumatori non stanno cercando il tuo sito.
Cercano delle informazioni, beni o servizi che possano risolvere il loro problema
Pensare come la buyer persona è il primo passo cruciale per capire cosa scriveranno su Google come criterio di ricerca.

 

7. Strategia delle Parole Chiave. Punta ad un target meno competitivo con parole chiave lunghe che i competitor hanno trascurato. Crea contenuti attorno ad un portafoglio di parole chiave piuttosto che attorno ad una sola.

Ci sono 3 tipi di parole chiave: quelle da una parola, molto costose e competitive, quelle da due o tre parole e quelle da oltre tre parole.

Con questo schema ti dovresti orientare su una scelta per compiere le tue scelte.

 

8. Fai brainstorming per le Parole Chiave. Setaccia Wikipedia per idee e sinonimi.
Su Wikipedia trovi tutto quello che gira attorno ad un argomento: ti aiuterà ad avere idee per lo sviluppo di parole chiave poiché troverai vari argomenti satellite ad un argomento principale.

Genera migliaia di parole chiave lunghe con 3 tool automatici: Google Autocomplete, Ubersuggest e Keyword Shitter (tutti gratuiti). Utilizza Quora per scoprire parole chiave non sfruttate.

Facciamo un esempio. Se vuoi vendere chitarre parti dalla parola chitarra. Cerca su Wikipedia sinonimi, tipi di chitarre esistenti (classica, elettrica, acustica, semi acustica, ecc. anche se già le conoscerai perché conosci il tuo settore), parti di chitarre, e tutta una serie di parole chiave che girano attorno.
Attorno a questi nuovi concetti trovati sviluppa altre parole chiave interessanti con il concetto principale di chitarra.

 

9. Restringi la lista delle parole chiave. Usa i dati provenienti dai plugin Keyword Everywhere Extension o Google Keyword Planner per aiutarti in questo.
Prendi in considerazione di fare campagne CPC (cost-per-clic).

 

10. Scelta delle Parole Chiave obiettivo. Una volta che hai una lista di possibili parole chiave e frasi, inizia a fare un’analisi della prima pagina di Google cercando quelle determinate parole.
Guarda se ci sono siti già ben piazzati con contenuti di alta qualità.
Utilizza quindi i dati dalla toolbar MOZ SEO per constatare l’autorevolezza e il numero di link che i competitor hanno.

Elimina le parole chiave troppo competitive e focalizzati sulle parole chiave nelle quali veramente hai possibilità di emergere. Sarebbe oneroso arrivare in prima pagina con la parola computer o giornale, non trovi?

Inutile cercare di arrivare in prima pagina su determinate parole chiave se in prima pagina, con le parole chiave che vorresti, ci sono grandi colossi del web che sono li da dieci anni. La scelta delle tue parole chiave sarà il fulcro dei tuoi contenuti.

 

PARTE 3: MODIFICHE DA FARE ALL’INTERNO DELLA PAGINA

 

11. Una parola chiave per pagina. La cosa migliore da fare. Focalizzati su una Unique Selling Proposition per pagina. Punta tutto su di essa. Per altre proposizioni di vendita crea semplicemente altre pagine con altre parole chiave. Una per pagina.

 

12. Scrivi titoli  che suscitino interesse. Realizza ogni pagina del tuo sito con un titolo che contenga una parola chiave rilevante. Includi parole come “migliore” o “2017” ecc. per essere più persuasivo e adottare una strategia di parole chiave long-tail. 

Nel titolo devi contenere la parola chiave. Se vuoi competere con la parola “bicicletta elettrica”, devi contenerla nel titolo del tuo articolo o pagina.

Mantieni il titolo entro i 55 caratteri o apparirà troncato nei risultati di ricerca.

 

13. Accorgimenti negli url. Utilizza url corti e comprensibili che includano la parola chiave come “miosito.it/parole-chiave”. Evita url numerali “miosito.it/p=123”. Utilizza il trattino “-” tra le parole negli url “in-questo-modo”. Non utilizzare gli underscores negli url “in_questo_modo”.

 

14. Fai decollare il numero di clic alla pagina con dei testi Meta Description efficaci. Magari sei in prima pagina ma non ricevi clic perché la descrizione meta non è efficace e non convince a cliccare per iniziare la consultazione della tua pagina.
Migliora quindi la meta description e oltre a che verificare che contenga la parola chiave, fai in modo che sia efficace e crei interesse.

Google guarda meno le meta description dei titoli, ma rappresentano una grande possibilità di incuriosire il lettore, come una seconda possibilità per riprendere l’attenzione di chi sta navigando nella pagina di ricerca di Google.

Mantieni la meta description sotto i 160 caratteri altrimenti apparirà troncata.
Inserisci nella mera description la parola chiave.

 

15. Ottimizza i risultati anche nelle immagini. Includi le parole chiave nei nomi delle immagini e aggiungi le parole chiave come tag alt alle immagini che carichi.
Utilizza i tag alt, inserendo all’interno di essi la parola chiave.

 

16. Come ridurre la frequenza di rimbalzo? La frequenza di rimbalzo è la frequenza con la quale la gente abbandona la tua pagina senza aver cliccato su qualcosa.
Fai in modo che il topic sia chiaro includendo parole chiave nelle prime 100 parole del tuo articolo. Eviterai che la gente entrando nel tuo articolo non esca immediatamente perché con frustrazione, non trova immediatamente ciò che sta cercando.

 

17. Ottimizza la SEO con i sottotitoli. Utilizza parole chiave anche nei sottotitoli con i tag H2 e H3.

 

18. Includi link in uscita. Almeno un paio di link in uscita verso siti autorevoli (blog popolari, siti di notizie e siti .edu o .gov) all’interno del tuo blog post o della pagina che pubblichi saranno di aiuto ad aumentare la credibilità che Google ha nei tuoi confronti, migliorando quindi il ranking del tuo sito.

 

19. Aggiungi link interni al sito. Inserisci 2 o 3 link interni ad articoli più vecchi in ogni articolo nuovo che pubblichi.

 

20. Pubblica contenuti piuttosto lunghi. Pubblica contenuti di almeno 300 parole. Pubblica contenuti di 1500 parole per parole chiave più competitive. Intervalla sempre i testi con opportuni titoletti con i tag H2, H3 e H4.

 

21. Utilizza pulsanti di condivisione prominenti. Fai in modo che i pulsanti di condivisione siano in un punto ben visibile del post. Puoi usare Se il sito è fatto in WordPress puoi usare il plugin DiggDigg.

 

22. Controlla tutto due volte. Fai un’analisi con un tool di Audit SEO una volta che il contenuto è online. Controlla sempre più volte un articolo pubblicato, tornaci e rileggilo, scoprirai cose che puoi sempre migliorare. Analizzalo con qualche tool anche più volte nel tempo.

 

pARTE 4: CREARE LINK AL TUO SITO

Connettiti a questo sito: Backlinko, è molto interessante!

23. Strategia di link building. Non tutti i backlink sono uguali. Il tuo obiettivo dovrebbe essere quello di guadagnarti qualche backlink da siti molto autorevoli nel tuo settore.
Li puoi guadagnare creando e promuovendo contenuti per i quali valga la pena creare collegamenti al tuo sito.

 

24. Analizza i backlink dei competitor, ranking e traffico. Questo è il modo più semplice per creare link. Guarda ai primi 10 risultati su Google per la parola chiave nella quale ti interessa essere competitivo. Guarda quanti link puntano a quei risultati con la toolbar MOZ SEO.
Focalizzati sui loro link in entrata selezionando solo le risorse esterne che linkano quei risultati.
Puoi usare anche Ahrefs, Majestic SEO o SimilarWeb per scoprire alcune strategie di marketing dei competitor che puoi replicare!

 

25. Come massimizzare i links per la tua strategia SEO. Cerca link autorevoli con gli strumenti sopra elencati e scrivi questi siti per cooperare in modo che pubblichino qualcosa che ti collega a loro. Il tasso di risposta sarà del 5% da queste email. Non importa.
Puoi anche cercare contenuti esistenti non collegati usando Mention o Buzzsumo. Contatta il proprietario o l’autore del pezzo e chiedi gentilmente di ricontattarti.

 

26. crea contenuti interessanti. Alla base di tutto, dopo tantissimi accorgimenti tecnici che si possono avere, torniamo sempre qui, al creare contenuti di interesse. Non tanto perché articoli interessanti e ben scritti possano farti salire nel ranking delle pagine di Google, ma perché siano articoli che possano generare condivisioni, che a loro volta, diano man forte alla tua strategia SEO.
Crea contenuti che possano generare links e condivisioni nei social su Autopilot.

 


 

Questo articolo è frutto dello studio del Complete Digital Marketing Course su Udemy, si tratta della traduzione italiana di tutti i punti di una delle svariate lezioni sulla SEO, una lista completa di tutto quello che va controllato per una SEO efficace per scalare le classifiche di Google.

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