Da brand a friend, trasformare il brand in amico

Come può un brand trasformarsi in amico del consumatore?

Da brand a friend, il lato umano del marchio, fondamentale nell’economia digitale.

Abbiamo capito che il marketing nell’era 4.0 significa sostanzialmente una cosa: passaparola.

Passaparola inteso come discussioni orizzontali, dialoghi tra soggetti che si scambiano informazioni e disquisiscono tra di loro dandosi consigli.

Il marketing per passaparola, molto comune tra alcune categorie di artigiani e professionisti ora è tornato sottoforma di dialogo digitale e non tra soggetti, che si danno consigli poiché ormai la pubblicità classica non è più efficace come un tempo e serve ora principalmente come fischio d’inizio, per costruire l’immagine di un brand, mentre il resto della partita è ancora tutta da giocare.

Insomma, se la pubblicità serve per farti conoscere solo all’inizio, il passaparola è quello che poi alla fine ti fa decidere se comprare da Tizio anziché da Caio.

I consumatori sono persone, e riconoscerne il loro lato umano è fondamentale. Parlano tra loro, sono attenti dal difendersi dalla pubblicità ingannevole e cercano di tutelarsi per sentirsi più forti.

Il brand dal canto suo deve diventare umano a sua volta, deve far attenzione a non intimidire e quindi essere sincero, autentico, mettersi in discussione mostrare qualche eventuale debolezza.

Il concetto di umanizzare il brand è definito marketing umanistico.

Come CREARE UN BRAND UMANISTICO

Come fare allora per partire nella trasformazione del brand in un essere dai caratteri prettamente umani?

1. Ascolto sociale

L’ascolto sociale è il processo che consiste nel tenersi aggiornati su ciò che viene detto su internet di un brand, come nei social media o community.
Ci sono software che lo fanno in automatico restituendoci i big data.

2. Netnografia

L’etnografia su internet è lo studio delle tribù di internet, e-tribes, e si effettua entrando nelle community, instaurando relazioni e sviluppando empatia nei confronti dei membri.

3. Ricerca empatica

Si osservano i contesti dove vi sono i clienti per comprenderne bisogni latenti.

CARATTERISTICHE DEI BRAND UMANISTICI

Quali sono le caratteristiche che un brand deve possedere per considerarsi umanistico?

Sono le stesse che deve possedere un leader per essere autorevole e positivo per le persone che lo circondano.

1. Fisicità

Una persona attraente dal punto di vista fisico sicuramente attrae a sé gli altri. Un brand che vuole influenzare deve possedere una fisicità che li renda unici, anche se imperfetti.
Pensiamo ad Apple per esempio, che non solo eccelle nella progettazione dei suoi sistemi ma anche è stata sempre capace di dare un tocco di riconoscibile design ai propri dispositivi.

2. Intelletto

Si tratta della capacità di raccogliere informazioni e elaborare idee.
I brand con intelletto lanciano prodotti innovativi e rivoluzionari.

3. Socialità

Una persona socievole si trova bene con gli altri e li fa stare bene. Questo deve essere fatto anche da un brand.
Un brand socievole non ha paura a coversare con i clienti e ascolta i desideri e le lamentele, risolvendo i problemi.

4. Emotività

Messaggi coinvolgenti che sappiano evocare emozioni sono un forte segnale di umanità.
Un brand che crea scalpore nel consumatore emettendo dei messaggi che suscitino reazioni riesce a rendersi più umano.

5. Affabilità

Una persona affabile sa guardarsi dentro, vedere i suoi punti di forza ma anche quelli di debolezza.
Motiva gli altri a migliorarsi e sa quale è il suo posto nel mondo, mostra i suoi difetti e si prende la responsabilità delle sue azioni.

6. Moralità

Un brand che possieda una spiccata moralità è un brand che ha dei valori fissi.
Ci sono brand impegnati anche in contesti sociali per i quali si impegnano e lottano, creando delle fondazioni.
Un brand che sposa una causa fa sempre bene.
Per quanto io non la condivida poiché è una causa diventata commerciale e secondo me si tratta di una stortura, (poiché io sono per tutte le vite, non solo quelle o bianche o nere) Nike ha appoggiato a pieno la causa Black Lives Matter.
Facendolo ha migliorato la propria presenza e ne ha tratto beneficio.

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