Falsi influencer, influencer reali o scrocconi? Scopriamo come riconoscerli!

Falsi influencer o vere figure che possono fare da testimonial per la tua azienda?

Sempre più dilaga il fenomeno dei falsi influencer che popolano la rete. Persone con molti followers che si propongono alle aziende per collaborare. Per ottenere qualche prodotto gratis, a sbafo. Si presentano con 20.000, 30.000, 50.000 followers, ma in realtà i loro followers sono falsi o inutili al vostro business.

Ecco, sappi che per me si tratta proprio di una vera e propria truffa che questi falsi influencer fanno. Cerchiamo di comprendere questo fenomeno e capire quale sia un falso influencer che può solo farci perdere tempo.

Se lavori in un’azienda e gestisci i social media, sono quasi certo che ti saranno arrivate decine, se non centinaia di richieste da parte di presunti “influencer” che, per chiederti di collaborare, si sono presentati più o meno così:

Piacere, sono Martina, moglie di Pietro e mamma di Gioia e Arturo. Ho visto la vostra pagina e sarei felicissima di collaborare con voi. Mi piacerebbe tanto provare i vostri prodotti e consigliarli alle persone che mi seguono.

Il modo con cui si propongono alla tua azienda può variare, può essere più o meno diverso a seconda del settore, del presunto influencer che ti contatta o della categoria merceologica del tuo brand. Tuttavia, più o meno si presentano così, come scritto sopra.

Ma la domanda che mi pongo è: sono davvero influencer oppure non vale la pena affidarsi a loro?

In questa guida ti voglio insegnare a capire se un influencer, o presunto tale, sia un ciarlatano con tanti followers che però sono magari finti oppure se valga la pena lavorare con lui.

 

Come scoprire se è un falso influencer, uno scroccone o un influencer serio

Ci sono alcuni accorgimenti e in un certo senso precauzioni che devi prendere. Infatti, ci sono tutta una serie di domande da fare al presunto influencer per capire se è una figura affidabile alla quale dare soldi e prodotti in modo che essi vengano sponsorizzati nei social media.

Tabella dei contenuti dell’articolo:

 

Chiedi al presunto influencer di mandarti un media kit

Un media kit è un documento in .pdf in cui vengono mostrati i post più belli e con più successo. Il numero di followers, la relativa crescita nel tempo, le statistiche in termini di followers (sesso dei followers, età dei followers, provenienza dei followers).
In pratica un media kit è il classico documento che ti viene mandato per giustificare una sponsorizzazione. Lo mandano spesso le agenzie che gestiscono l’imagine dei personaggi sportivi, in cui si raccolgono tutte le pubblicazioni avvenute sui vari giornali di sport, l’elenco delle competizioni alle quali egli ha partecipato, risultati raggiunti, in modo tale che tu azienda, decida se vale la pena o no sponsorizzare quel determinato sportivo. Questo è un esempio di media kit.

Se un influencer non ha un media kit partiamo male. Sarebbe come un essere grafico e non mostrare il proprio portafoglio lavori o come un avvocato che non ha casi documentati dei processi ai quali ha lavorato.

Insomma, un influencer serio possiede sempre un media kit da mandare ad aziende e agenzie.
Nulla di strano, no? Se decidi di fare una pagina pubblicitaria di una rivista, ti vengono sempre mandati i dati con numero di copie stampate, distribuzione, eccetera, no?

Se un influencer non sa nemmeno cosa sia un media kit devi chiedergli “ma è del mestiere lei?”.

Quando un influencer vuole entrare in contatto con un’azienda e collaborare con essa, deve mettersi nella testa che sta parlando con un’azienda, non sta parlando con l’amica dell’aperitivo.

Ti racconto un caso personale su una falsa influencer

Lavorando con un’azienda che vende tessile per la casa (lenzuola, trapunte, completi letto) utilizzo spesso delle “influencer” legate al mondo della casa, che mostrano come arredare casa, rendere bella la camera da letto, redere accogliente un ambiente casalingo. E ad alcune di queste invio della merce perché venga usata e raccontata su post, stories e reels.

Mi è capitato che un’influencer donna ci contattasse tramite il profilo Instagram, vedendo che già lavoravamo con delle altre influencer. Mi chiese se avessi voluto inviarle della merce in cambio di contenuti.

A quel punto, come faccio di solito, le ho chiesto di fornirmi un media kit con le relative analisi. Età dei followers, tasso di reach, engagement, post con più like, insomma, un media kit ben fatto con tutti i dati necessari per valutare se fosse opportuno effettuare una collaborazione.

Lei mi rispose che ha sempre lavorato con aziende ma non le avevano mai chiesto nulla di tutto ciò.

Io le dissi che se faceva l’influencer, anche a fronte dei followers che aveva (circa 60.000) avrei avuto piacere a visionare un media kit.

Mi rispose con fare strafottente che a quel punto mi avrebbe mandato anche i dati dell’avvocato e del commercialista se desideravo, concludendo con un “ahahah”.

Inutile dire che le risposi per le rime dicendo che in un’azienda che fattura oltre 160 milioni di € all’anno noi ragioniamo con i numeri, e abbiamo bisogno di conoscere bene i dati e analizzarli per poter prendere delle decisioni.

A quel punto, messa alle strette, ci ha bloccati su Instagram.

Questo ha dimostrato che era una semplice scroccona, che non aveva alcuna serietà, voleva solo “collaborare” con noi per ottenere della merce.

Eppure aveva oltre 60.000 followers! Peccato che io non sia nato ieri e infatti, li avevo già controllati e avevo già guardato su Notjustanalytics, scoprendo che la seguivano prevalentemente profili falsi. Ma procediamo.

 

È un profilo Instagram? Controlla su Notjustanalytics!

Se l’influencer ti contatta tramite Instagram ed è su Instagram che si fa vanto dei suoi 20mila, 30mila, 60mila followers, controlla su notjustanalytics!

Ti basterà semplicemente digitare il suo nome utente nel campo principale e ti verrà detto quale è il suo engagement rate e l’andamento del profilo nel tempo, informadoti anche come capire se ha seguito strategie malandrine di follow/unfollow.

Avrai davanti a te un grafico sul suo andamento del tempo. Crescite troppo repentine di followers devono destare sospetto. Potrebbero essere legate a installazione di bot che ti fanno seguire da centinaia di followers falsi o all’acquisto di followers.

Fai attenzione ad un tasso ER molto basso, crescite repentine di followers (che potrebbero rappresentare l’aquisto di essi). Sono palesi campanellini dall’allarme che potrebbe trattarsi di un falso influencer.

Sei curioso? Leggi l’articolo di Sky sulle 25 celeb e influencer con il maggior numero di follower falsi su Instagram.

 

Controlla il rapporto tra followers e like e commenti

Se un presunto influencer ha 60.000 followers e per ogni foto pubblicata riceve solo 30 likes o già di lì, ti si dovrebbe accendere un qualche campanellino d’allarme.

Il tasso ER, ossia l’engagement rate, il tasso di coinvolgimento, è buono se superiore al 3% (dal 3% al 6% è buono).

Questo significa che per ogni 100 followers, dovrebbero esserci almeno 3 likes o commenti (interazioni).

Quindi un influencer con 60.000 followers, per ogni post dovrebbe avere almeno 1.800 likes o commenti!

L’operazione è semplice, 60000 (follower) x 0,03 (percentuale) = 1800 (interazioni che dovrebbe avere)

Se vedi che un influencer ha molti followers ma pochi likes e commenti, campanellino rosso: molti possono essere bot (cioè profili falsi creati da programmi) o followers comprati, rendendo il sedicente influencer, in realtà, un falso influencer.

Analizza i suoi followers

Ci sono vari modi per controllare i followers di un presunto influencer, ciononostante ce ne sono due molto interessanti e pratici.

Controlla nella lista dei followers che non vi siano profili asiatici

Acquistare followers è molto facile, per pochi euro potete comprare followers da vari servizi online, e costano molto poco proprio perché verrete “followati” da profili di persone asiatiche: indiani, pakistani, bangladesi.

Ti basta scorrere la lista dei profili che seguono quel determinato influencer per capire se c’è qualcosa che non va. Se trovi molti profili cinesi, indiani, africani, con nomi strani, fermati un attimo, campanellino d’allarme. Poi, magari entrando nei loro profili vedi che hanno pochissimi followers e pochissime foto, probabilmente sono tutti profili falsi creati da bot che “seguono” l’influencer in questione, ma risultano followers di valore nullo.

Perchè asiatici? Semplicemete perché “comprare” followers dai paesi asiatici costa meno, perciò con pochi soldi puoi ottenerne molti per fare volume. Pakistan, Bangladesh e altri paesi di quell’area hanno un costo di acquisizione “follow” molto basso.

Avere quindi 20.000 followers di cui la metà provengono dalla Cina, altri invece sono bot e profili falsi, rende il profilo di quell’influencer pressoché inutile. Questo perché quando questo influencer pubblicherà un post, c’è il rischio che esso venga visto solo da profili totalmente inutili e che non potranno mai essere tuoi clienti.

Così tu pensi di regalare la tua sciarpa che costa 100,00 € ad una influencer per fargliela indossare nei suoi post. Tuttavia i suoi post vengono visti solo da profili falsi o da utenti cinesi o indiani. E così, la tua sciarpa non la comprerà nessuno.

Controlla che non faccia parte di qualche gruppo di crescita (POD)

Che cosa sono i gruppi di crescita? Su Instagram, come nelle chat di Facebook e WhatsApp si possono creare dei gruppi in chat. Ebbene, è nata la moda di creare dei gruppi in Instagram in cui tutti devono seguire tutti, così aumentano i followers di tutti gli iscritti del gruppo. Inoltre, vige la regola che tra iscritti ad ogni gruppo ci si metta like tra partecipanti ai post e ci si commenti.

Questo, anni fa, poteva interdire e vincere l’algoritmo di Instagram, che vedendo che ad un profilo crescevano i followers e prendeva molti like e commenti, lo premiava.

Tuttavia, oggi, si tratta di una pratica sbagliata e che non va utilizzata, come dice anche questo articolo. Instagram penalizza questa tecnica e Instagram stesso ci mette molto poco a scoprire chi ne fa uso. Instagram vede che i like e i commenti ad un profilo profilo sono sempre provenienti dagli stessi utenti. Così Instagram ci mette un secondo a capirlo e a deprecare un determinato profilo.

E così fragolina84 su Instagram segue mamma_sprint che a sua volta la ricambia, e entrambe seguono e sono seguite da dolcezzaincucina e da giovannamammadi3 (i nomi sono inventati a caso).

Tra di loro tutte si seguono e si commentano, si mettono like tra di loro creando con altre utenti una rete di instagrammer che hanno 10mila, 20mila, 30mila o più followers. Ma in fondo sono quattro scappate di casa, altro che influencer. Hanno followers, ma è tutta fuffa.

Inoltre, ti accorgerai che se dai della merce a fragolina84 da sponsorizzare nei social e lei posta delle foto con la tua merce, taggando il profilo della tua azienda, mamma_sprint, dolcezzaincucina e giovannamammadi3 si fionderanno su di te come tre cani affamati su una ciotola proponendoti di lavorare con loro. La cosa è abbastanza ridicola.

Come fare a sapere se l’infuencer fa parte di qualche gruppo di crescita? Controlla i like che prende. Arrivano sempre dagli stessi profili? I commenti che ci sono sotto i suoi post sono sempre quelli degli stessi utenti? Allora stai certo che quell’influencer ha fatto rete con qualcuno.

Che danno possono farti dei falsi influencer?

Di fatto nessun danno grave in fondo, di certo ti faranno perdere tempo e soldi, in quanto mandi della merce (e magari un compenso) a degli influencer che pubblicano dei contenuti che poi alla fine non si fila nessuno.

Di certo fa innervosire nonché perdere tempo fornire della merce (occhiali, scarpe, completi letto, accessori sportivi, integatori…) ad una persona che magari posta video e foto sul suo profilo, però senza utilità.

Sono loro ad averti contattato? Lascia perdere a priori

So che forse sarò categorico, ma ascolta il mio consiglio.
Se è stato qualche sedicente o presunto influencer a contattarti scrivendoti:

Ciao, sono Gaia, mamma di Maria e Giovanni, ho 35 anni, faccio l’infermiera e sono un’influencer. Nei social mi piace condividere la mia vita e quella delle mie gioie. Mi trovo spesso a consigliare prodotti nel mio profilo Instagram e vorrei collaborare con voi […]

lascia perdere già in principio.

È normale nel mondo del lavoro che ci siano agenzie e aziende con i loro commerciali che cercano lavoro, che si propongono. Consapevoli di questo, non dovrebbe sembrare strano che un’influencer si proponga per una collaborazione.
Ma proprio per il fatto che è un’influencer, dovrebbe essere lei influente da attrarre i brand, è inconsuento che debba essere lei ad andare a caccia di aziende.

Dal momento che il fenomeno degli influencer è diventato sempre più diffuso, molte persone che cercano di sfruttare la propria visibilità online per ottenere vantaggi personali. Cercano sempliecemente di elemosinare prodotti gratis. Molti di questi sedicenti influencer si avvicinano alle aziende con l’intento di ricevere prodotti senza doverli acquistare, spesso promettendo una visibilità significativa in cambio.

È quindi importante che le aziende siano caute quando ricevono proposte da influencer. Non tutti sono interessati a creare una collaborazione autentica e a lungo termine. Alcuni cercano solo di ottenere gratuitamente i prodotti dell’azienda senza fornire un reale valore in cambio.

Se non credi alla mia versione prova sulla tua pelle. Accetta la richiesta di mammafragolina89 e regalale della merce. A quel punto crea nel tuo sito e-commerce un coupon “MAMMAFRAGOLINA” che dovrà dare alle sue followers per comprare nel tuo sito e conta quanti ordini e vendite ti porta. Ti accorgerai che regalare la merce a mammafragolina89 è stata solo una perdita di tempo e soldi. Anzi, ti ritroverai la casella di posta di Instagram piena di messaggi di altre accattone che vogliono “collaborare” con te.

Per un’azienda per la quale lavoro, in passato venne deciso di intraprendere una campagna con dieci microinfluencers dando loro dei prodotti. Ti posso assicurare che decine e decine di steffymammaditre, gioiaelasuacucina, gabriellamammasprint (nomi inventati) ci intasarono la casella di posta per “collaborare” con noi perché hanno visto le loro amiche “influencers” stavano postando stories taggando la nostra azienda.

Conclusioni sui falsi influencer

Risulta quindi inutile utilizzare influencer che hanno 100.000 followers ma che sono in realtà tutti falsi. Questo perché ai nostri occhi sembrano tanti, ma in realtà, se sono tutti fasi, resta solo un numero sul suo profilo.

Io, nella mia carriera lavorativa, ho avuto più risultati da un’influencer che aveva 13.000 followers ma tutti le volevano bene, era genuina, si era costruita una fanbase vera e i followers erano persone vere, che la stimanavano e la seguivano per davvero.
Ho avuto risultati molto scarsi invece con falsi influencer che sulla carta avevano 100.000 followers, ma in realtà non erano reali.

Per quello che mi riguarda è una vera e propria truffa, senza se e senza ma. Se un’influencer viene a dirmi che ha 100.000 followers e vuole collaborare con me, e oltre la metà di questi sono acquisati dal bangladesh o dal pakistan, a mio avviso sta cercando di truffarmi. Per me di questo si tratta.
Sulla carta sarà pur vero che ha 100.000 followers, ma allora non chiamali followers, chiamali con il loro nome: “profili falsi, finti o bot che ti seguono”. A mio avviso non si può far altro che parle di truffa. Queste millanterie non hanno nulla di innocente. Se una ha followers falsi lo sa bene e sa di proporsi in modo “truffaldino” alle aziende con un profilo costruito sulla finzione non su seguaci reali.

Il mio consiglio? Crea contenuti fatti bene sulla tua azienda e cammina con le tue gambe, sfrutta le influencers solo se stanno alla tua direzione artistica e puoi gestire e controllare a modo tuo la campagna di marketing.

Spero di esserti dtato d’aiuto, spero che tu voglia ricambiare seguendo il mio profilo fabiopellencin.it su Instagram.