Schema del web marketing

Scopriamo lo schema del web marketing: come dovresti sviluppare una strategia web con i vari attori.

LO SCHEMA DEL WEB MARKETING in una mappa

Un sistema sitocentrico

Immagino che mille volte ti sarai chiesto come organizzare una strategia di web marketing, come organizzare i vari attori: mandare newsletter, dove mettere il sito web, come usare i social media a cosa serve la SEO e le Google Ads.

Magari sei ad un livello più avanzato e conosci già come usare questi strumenti, però non hai ben chiaro dove vadano collocati.

Ho deciso, nel mio corso di Web Marketing, di inserire uno schema, che mi aiuta ogni volta in cui devo pensare a come indirizzare gli utenti verso i miei obiettivi di business.

La mappa del web marketing

Questo sistema è, nella sua rappresentazione, più o meno semplificata, lo schema di come una PMI, un’agenzia, o anche una grande azienda potrebbe strutturarsi dal punto di vista del web marketing.

In questo schema ci sono tutti gli attori che compongono la scena del web marketing e le relazioni che tra di essi intercorrono.

Il sito è al centro del modello, come strumento di raccolta delle informazioni e centro di smistamento.

Gli utenti

Sono le persone che navigano su internet, tra i quali includiamo le persone interessate al nostro business, che ci conoscono o che ci trovano.

Su internet hanno modo di entrare in diretto contatto con noi collegandosi direttamente al nostro sito web o blog: questo avviene se già ci conoscono.

Sono collegati con il nostro sito da una freccia a doppia punta, in quanto essi possono interfacciarsi col sito, ma possono ricevere anche risposta diretta se nel nostro sito vi è una chat diretta.

Possono trovare il nostro sito invece, grazie ad una ricerca: digitano delle parole su Google o su Bing e trovano dei risultati.

Saranno quindi portati al nostro sito (blog o landing page) grazie alle nostre operazioni di SEO o alle nostre campagne di Google Ads (o Bing Ads).

In linea di massima possiamo semplificare dicendo che entreranno nelle pagine del nostro blog se abbiamo fatto della buona SEO, oppure andranno sulle nostre landing page se cliccheranno su un’inserzione di Google Ads.

Il sito web, blog o landing page.

Il nostro sito è la nostra identità, composto da vari tipi di pagine con obiettivi diversi.

Ho raccolto sito, blog e landing page all’interno della stessa unità poiché, pur avendo tre scopi diversi sono all’interno dello stesso dominio e struttura.

Sono quindi il nostro canale, totalmente di proprietà e totalmente indipendente, che gestiamo e rendiamo il centro delle nostre comunicazioni.

Siano pagine del sito, pagine del blog o landing page, sono comunque gestite (molto probabilmente) dallo stesso CMS. Ciononostante vediamo le differenze tra questi tipi di contenuto.

Il sito

Con sito intendo le pagine prodotti, l’home page, la pagina contatti o, a seconda del tipo di prodotto, la pagina che parla di tecnologia dei tessuti nel caso di un’azienda di abbigliamento, quella degli ingredienti nel settore food, eccetera.

Se un utente conosce il nostro sito potrà farvi accesso direttamente, oppure lo potrà trovare tramite la SEO o Google Ads durante la sua ricerca.

Il blog

Il blog è costituito dagli articoli che scriviamo. Possono essere ricette di cucina, se abbiamo per esempio un sito di un’azienda di robot da cucina, possono essere ricette di cocktail se siamo un brand che produce attrezzatura da barman, possono essere articoli sull’allenamento e sull’integrazione se abbiamo un sito di un’azienda che produce integratori.

Grazie alla nostra SEO gli utenti troveranno molto probabilmente i nostri articoli del blog o delle schede prodotto appartenenti al nostro sito web.

Landing Page

La visualizzazione delle landing page invece è più il frutto di una campagna di Google Ads o Facebook Ads, con le quali, durante una ricerca, al click dell’inserzione vi facciamo arrivare l’utente.

Le landing page presenti nel nostro sito sono volte ad un obiettivo specifico di conversione, per esmepio, io faccio campagne di Google Ads e Facebook Ads per il mio corso di Adobe InDesign, faccio “atterrare” gli utenti nella landing page dove spiego il corso, mostro cosa insegno, do la possibilità di guardare alcune lezioni gratis registrandosi alla newsletter e metto in evidenza tante CTA per far acquistare il corso.

Queste sono conversioni: ottenere indirizzi email o acquirenti del mio corso.

In questo schema, volutamente semplificato e il più comprensibile possibile, ho unito le tre realtà del sito, tuttavia è bene tenere presente che hanno scopi diversi.

Il complesso sito, blog e landing page ricevono quindi visitatori dai social, dalle inserzioni messe sui social, dalle Google Ads e dalla ricerca organica per mezzo della SEO.

Il sito può, nel caso di un ecommerce, vendere prodotti, oppure permettere la registrazione degli utenti ad una newsletter ed è per questo che è collegato con una freccia a senso unico con la DEM.

Ho collegato il sistema “sito” con una doppia freccia sia da parte degli utenti che dei social, poiché in entrambi i casi vi è scambio di dialogo o di informazione.

In un sito che contiene un blog gli utenti possono commentare gli articoli, aprire delle conversazioni, quindi è giusto collegare il sito con gli utenti con una doppia freccia.

Con i social c’è scambio di dati: il pixel di Facebook installato nel sito raccoglie dati e li passa a Facebook, mentre Facebook, Instagram, o altri social, indirizzano gli utenti al sito.

I social

I social sono il raccoglitore di contenuti e di conversazioni per eccellenza.

Sono collegati con una doppia freccia con gli utenti, rappresentando la linea di dialogo maggiore.

I social sono come delle piazze digitali dove gli utenti parlano tra loro, parlano con il brand, lasciano commenti, si confrontano, creano community.

Sono collegati al sistema sito con una doppia freccia poiché mandano utenti al sito e ricevono informazioni dal sito per la profilazione degli utenti, grazie soprattutto all’installazione del Pixel di Facebook.

Ho voluto collegare i social agli utenti con una freccia diversa per evidenziare la qualità e quantità di dialogo più approfondita che negli altri canali.

Con traffico proveniente dai social intendiamo anche le campagne di Facebook, Instagram o su Youtube: paghiamo questi social perché portino traffico al nostro sito, possibilmente alla nostra landing page con un chiaro obiettivo.

La SEO e Google Ads

Per portare utenti al nostro sito abbiamo la SEO e le Google Ads come arma a disposizione.

Queste si posizionano nella ricerca di un utente: la nostra buyer personas cerca un contenuto su Google (o Bing) e noi compariamo nella sua ricerca se abbiamo fatto una buona SEO, oppure se la sua ricerca rispecchia le parole chiave del nostro annuncio Google Ads.

La SEO rimanderà molto probabilmente gli utenti alle nostre pagine del blog, una buona campagna di Google Ads rimanderà a delle landing page con un obiettivo chiaro.

La DEM, l’email marketing

La DEM raccoglie le iscrizioni principalmente dal modulo di contatto del sito (si noti che anche su Facebook è possibile aprire una label con il form d’iscrizione di Mailchimp, per esempio) e manda le mail agli utenti.

Non è tutto qui.

Non ho collegato DEM e utenti con una doppia freccia, è vero, però la DEM riesce a tracciare quanti utenti hanno aperto la mail, dove hanno cliccato, e in questo modo anche la DEM ha un feedback!

Di conseguenza anche la DEM ha modo di avere un dato di ritorno per poter fare del remarketing.

Centro delle internazioni, nonché identità visiva, è il sito web, che concentra i collegamenti tra i vari attori della vostra comunicazione, come torre di controllo e centro di analisi.

Diamo un nome agli attori dello schema del web marketing

Così è come lo schema figura con degli attori reali.

Google Ads per le inserzioni a pagamento.
Facebook e Instagram come esempio di social.
WordPress come esempio di CMS per creare un sito, blog e landing page.
Mailchimp come tool per la DEM.

E un influencer?

Esatto, un influencer molte volte non ha un sito, non deve occuparsi della SEO, non fa campagne Google.

Lo schema di un influencer su Instagram è così come lo vedi qui sotto.
Eliminiamo sito, landing page, blog, DEM, SEO e Google Ads. Resta solo il social che usa, in questo caso parliamo di un instagrammer.

E così anche uno Youtuber…

Cambia il social ma il resto non cambia, lo Youtuber può gestire le conversazioni grazie a Youtube stesso che gli consente di tenere lì i suoi fan.

A lui non serve spostare fan da Youtube al sito, a meno che non voglia vendere prodotti, a lui basta postare video e gestire le conversazioni da lì, che sarà il suo principale canale.

 

Conclusioni

Così, al centro della tua attività di PMI o grande azienda che sia, il tuo sito è l’identità che decidi di avere, la torre di controllo per le tue attività nel quale installare i tool necessari per attivare le più importanti strategie di web marketing, nonché punto di raccolta, smistamento informazioni e dove concludere la trattativa del buyer’s journey.

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